Da quando il Premio di Partecipazione è stato introdotto nel CCNL, gli accordi tra le parti sono stati sempre focalizzati sulla revisione del “quantum”, in termini di realizzazione economica immediatamente esigibile.
In una logica più moderna, ritengo sia arrivato il momento di elaborare una nuova formula, capace di coniugare il risultato economico con quello di una vera “partecipazione”, che punti all'obiettivo di una partecipazione agli utili e alla cogestione aziendale, così come avviene già da tempo in altri paesi (Svezia, Germania,....), dove i rappresentanti dei lavoratori sono persino presenti nei Consigli di Amministrazione.
Un passo importante potrebbe essere rappresentato dalla possibilità di una parziale retribuzione del PdP, sotto forma di azioni della Società. Tale misura, che potrebbe essere introdotta in via sperimentale a carattere facoltativo, aprirebbe di fatto la strada ad una vera partecipazione, nella misura in cui, con il passare degli anni, i lavoratori diventerebbero possessori di un ragguardevole pacchetto di azioni.
In questa logica, il lavoratore sarebbe realmente messo nelle condizioni di essere direttamente coinvolto e motivatamente interessato a condividere anche decisioni importanti per la vita della Società.
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