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Questo “Blog” nasce come movimento libero dei lavoratori della PFIZER di Catania. Non legato ad alcuna Organizzazione Sindacale, è aperto a tutti i lavoratori dello stabilimento, siano essi sindacalizzati o non associati ad alcun Sindacato.Non si pone come obiettivo la contrapposizione né nei confronti dell'azienda, né nei confronti del Sindacato, bensì si propone come strumento di informazione e servizio per i lavoratori, di critica costruttiva e di elaborazione di idee innovative, finalizzate a dare un contributo fattivo e responsabile alla vita dello stabilimento, con l'obiettivo di renderlo più forte e competitivo, nel rispetto dei diritti dei lavoratori.

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domenica 12 giugno 2011

PFIZER: Dalle Istituzioni inammissibile silenzio!!

Personalmente esprimo un giudizio estremamente negativo sul comportamento delle istituzioni locali relativamente alla vertenza PFIZER.
La società ha già comunicato ufficialmente la chiusura del Centro di Ricerca nel prossimo mese di Novembre e, se non avverrà alcun passaggio ad altra proprietà, i lavoratori saranno in esubero e Catania perderà un patrimonio di eccellenza di cui il territorio, a mio avviso, non si può privare.
Un intervento istituzionale dovrebbe servire a trovare soluzioni in grado di mantenere il Centro a Catania, anche con l'intervento di privati, enti, convenzioni e quant'altro possa garantire la continuità dell'attività, salvaguardando nel contempo l'occupazione e l'alta professionalità acquisita negli anni.
Sindaco, Presidente della Provincia e Presidente della Regione, stanno parecchio sottovalutando la questione, quando invece andrebbe affrontata come priorità di primo livello per il territorio catanese. 
Detto ciò, desta molta preoccupazione anche il piano globale di riduzione dei costi dello stabilimento, da realizzare sempre entro novembre. Bisogna agire subito, per non trovarsi impreparati di fronte ad una società che in passato ha più volte dimostrato di interloquire in maniera anomala con le Organizzazioni Sindacali.
                                                                                               
                                                                                                                                  Umberto Costa

martedì 10 maggio 2011

9/05/2011: Assemblea con i politici catanesi

La presenza in Assemblea dei politici catanesi, per fare il punto sulla vertenza Pfizer, è da considerarsi un dato senz’altro positivo.
La cosa più importante emersa è stato l’unanime impegno dei presenti, sindacalisti e politici, di chiedere subito l’apertura di un tavolo nazionale presso il Ministero dello Sviluppo Economico, alla presenza dell’Amministratore delegato di Pfizer Italia Dott. Ugo Cosentino.
Ritengo però necessario distinguere i due aspetti essenziali della vertenza.
Il primo riguarda l’annunciata chiusura o vendita, entro Novembre, del Centro di Ricerca, scelta strategica della Pfizer nell’ambito di una riorganizzazione a livello mondiale, a seguito dell’acquisizione della Wyeth.
Su questo punto, premesso che mi sembra piuttosto ovvio ribadire l’importanza ed il peso all’interno del sito e del territorio catanese di una struttura di cotanta eccellenza, forti pressioni politiche potrebbero determinare soluzioni e condizioni tali da non disperdere il patrimonio acquisito, tutelando anche l’impatto occupazionale.
L’altra questione, relativa alla produzione del Tazocin, principale farmaco prodotto nello stabilimento di Catania, è molto più complicata in quanto la politica può fare ben poco rispetto alla necessità di abbassare il costo del prodotto, condizione imprescindibile per potere stare sul mercato, in competizione con le altre aziende produttrici di generici, che riescono a produrre ad un costo notevolmente più basso rispetto a quello attuale di Pfizer.
Purtroppo, la dura legge del mercato impone di prendere misure adeguate ed immediate, al fine di scongiurarne la progressiva perdita di quote.
Le pressioni politiche potrebbero invece incidere nella richiesta di ulteriori investimenti e di altre produzioni per lo stabilimento, in grado di ammortizzare ed abbassare i costi complessivi, tutelando di conseguenza anche i livelli occupazionali.
In tal senso, l’ostacolo più grosso è rappresentato dal fattore tempo.
Già dal 2012, l’azienda dovrà presentarsi sul mercato con costi più contenuti e, in mancanza di soluzioni diverse lo farà, come preannunciato, con tagli di personale.
In conclusione, sono convinto che la politica ed il Sindacato catanese possono fare la loro parte, ma devono adoperarsi immediatamente e nelle giuste direzioni, affrontando i problemi per quello che realmente sono, evitando così di fare promesse che altrimenti potrebbero rimanere tali.

                                                                                                            Umberto Costa

giovedì 17 febbraio 2011

Riflessione

Uno stabilimento unito, dove esiste il rispetto tra le persone e per il lavoro altrui, è condizione prioritaria, in una fase di forte trasformazione aziendale, come quella attuale.
Purtroppo troppa gente rema contro, acuendo profonde ed ataviche spaccature tra colleghi, cercando di sminuire e sottovalutare il lavoro degli altri, senza neanche conoscerlo.
Ma, a rendere tutto più grave, non giovano affatto i comportamenti e le affermazioni di certi pseudo-sindacalisti che, pur di attirarsi il consenso di qualcuno, contribuisce consapevolmente ad aumentare la distanza tra reparti e, ancor peggio, tra categorie di lavoratori.
Sì, proprio quei sindacalisti che poi, in assemblea, vanno predicando unione, come elemento indispensabile per affrontare questo delicato momento aziendale.
Cari amici, credo proprio che tutto ciò meriti un momento di riflessione.....


sabato 12 febbraio 2011

Rivedere la logica del Premio di Partecipazione

Da quando il Premio di Partecipazione è stato introdotto nel CCNL, gli accordi tra le parti sono stati sempre focalizzati sulla revisione del “quantum”, in termini di realizzazione economica immediatamente esigibile.
In una logica più moderna, ritengo sia arrivato il momento di elaborare una nuova formula, capace di coniugare il risultato economico con quello di una vera “partecipazione”, che punti all'obiettivo di una partecipazione agli utili e alla cogestione aziendale, così come avviene già da tempo in altri paesi (Svezia, Germania,....), dove i rappresentanti dei lavoratori sono persino presenti nei Consigli di Amministrazione.
Un passo importante potrebbe essere rappresentato dalla possibilità di una parziale retribuzione del PdP, sotto forma di azioni della Società. Tale misura, che potrebbe essere introdotta in via sperimentale a carattere facoltativo, aprirebbe di fatto la strada ad una vera partecipazione, nella misura in cui, con il passare degli anni, i lavoratori diventerebbero possessori di un ragguardevole pacchetto di azioni.
In questa logica, il lavoratore sarebbe realmente messo nelle condizioni di essere direttamente coinvolto e motivatamente interessato a condividere anche decisioni importanti per la vita della Società.